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Racconto utopico / Manifesto dell’arte utopica.

Sono trascorsi miliardi di anni da quando un grande
cataclisma, maturato in altri miliardi di anni di lento
degrado, sconvolse il pianeta Marte cancellandone la
vita ed i sistemi di sopravvivenza da ogni memoria. Solo
oggi, attraverso le foto inviate dalle sonde spaziali
americane è possibile osservare su Marte alcuni
originali "manufatti" che dimostrerebbero i segni di una
probabile vita trascorsa.
Gli studi sull'archeologia spaziale, appena iniziati,
approfondiranno - se possibile - questo tema mai
affrontato seriamente nel passato.
Non a caso, già da molti anni gli scienziati
americani e inglesi lavorano su un progetto che prevede
una missione di astronauti su Marte, da realizzare
quanto prima. Lo scopo sarebbe di verificare
direttamente quanto interpretato attraverso la lettura
delle fotografie trasmesse e quanto ipotizzato dagli
scienziati intuitivi. Le difficoltà da superare,
naturalmente, sono numerose: oltre agli studi affinché
il progetto venga realizzato con successo è necessario
una lunga preparazione psicologica. Il viaggio sul
<<pianeta rosso>>, considerata la distanza, durerebbe a
lungo e le difficoltà da superare sarebbero abbondanti
anche sul piano esistenziale e morale. I fenomeni lenti e progressivi di esaurimento della vita
su Marte, di cui non si conoscono le caratteristiche,
furono la causa di un cataclisma che costrinse gli
scienziati marziani alla ricerca di possibili nuove
forme di esistenza in altri luoghi dell'universo.
E' noto che in qualsiasi campo della conoscenza, gli
sforzi si moltiplicano proprio allorché le necessità
diventano più urgenti e inprocrastinabili. E' anche il
caso attuale relativo all'emergenza ecologica sul
pianeta Terra. La civiltà marziana era talmente evoluta che fu essa
stessa causa ed effetto della sua distruzione. Per
milioni di anni peggiorò costantemente la qualità della
vita. L'alto tasso di inquinamento raggiunto, un clima
non più tollerabile e ottimale, forse un'esplosione
improvvisa provocata da incuria o disordine ecologico,
forse gli irreparabili danni provocati da energie
distruttrici o una pioggia di meteoriti furono la causa
del lento degrado del pianeta. I suoi scienziati,
tuttavia, si accorsero in tempo del degrado crescente e
riuscirono appena a coronare i sogni della ricerca -
maturati attraverso gli anni - e riuscirono a
trasferire, prima della totale distruzione del pianeta,
tutti i marziani sulla Terra e, molto probabilmente,
anche in altri sistemi spaziali.
Fu grande la felicità dei marziani allorché, dopo lunghe
ricerche nel cosmo, studi ed esperimenti, riuscirono per
prima a costruire una navicella ed a giungere sulla
Terra e scoprire qui che la vita sarebbe stata
possibile.
Gli scienziati marziani, infatti, scoprirono con
sorpresa che la Terra era già stata popolata dai
dinosauri i quali si estinsero addirittura cento milioni
di anni prima che vi comparvero gli uomini. Capirono che
altre vite erano giunte sulla Terra prima del loro
arrivo.
Alcuni secoli furono necessari per trasferire tutti i
marziani sulla Terra e, probabilmente, anche su altri
pianeti. Secoli furono necessari per insediare una
civiltà e una vita possibili. L'insediamento sulla Terra
non fu semplice e la specie marziana riuscì appena a
stabilirsi sul nostro pianeta con pochi esemplari della
sua civiltà. A causa del tempo trascorso e di eventi dannosi alla
conservazione della civiltà su questo pianeta, tutto fu
cancellato dalla memoria collettiva.
Infatti, risalire all'origine della vita sulla Terra
richiederebbe una memoria primordiale talmente profonda
che si perderebbe inevitabilmente nella notte dei tempi,
che va oltre quella propria del mondo umano o animale
studiato. Semmai fossero state altre civiltà marziane
più antiche o altre provenienti da mondi ancora più
lontani e sconosciuti, non rimane alcuna traccia nella
memoria. Forse la più antica delle vite, di cui si ha
uno schema, risale all'immagine dei dinosauri. Ma questi
giunsero forse da altri mondi ancora più lontani e
indecifrabili e solo intuibili dalle menti più aperte.
I dinosauri furono distrutti molto probabilmente a causa
di una pioggia di meteoriti abbattutasi sulla Terra
circa 65 milioni di anni fa. Ogni 65 milioni di anni,
infatti, questo evento distruttivo è in grado di
spazzare via qualsiasi cosa incontri sul suo percorso.
E' proprio costituito dalla pioggia di meteoriti il
rischio di estinzione della vita sui pianeti. Se non
fosse per questo evento, anche il pianeta più
disordinato avrebbe comunque gli anticorpi per
sopravvivere a lungo. La pioggia di meteoriti è un evento che si verifica
talmente di rado che dopo aver probabilmente colpito
Marte altri milioni di anni prima, proprio recentemente
è ritornata alla ribalta. Nel 1994 l'accadimento sarebbe
stato osservato su Giove, ma a causa dell'assenza di
vita su quel pianeta non si sarebbe verificata nessuna
situazione tragica e distruttiva. Diversamente, si
sarebbe potuto parlare di esaurimento della vita e di
fine del mondo anche su Giove. Fine del mondo che, al
contrario, avvenne sulla Terra all'epoca dei dinosauri.
Solo dopo fu possibile di popolare nuovamente la Terra a
causa degli sviluppi degli studi da parte degli
scienziati marziani. La Terra fu così nuovamente
conquistata. La pioggia di meteoriti colpì la Terra, colpì Marte, ha
colpito Giove. Nessuno conosce del tutto quali furono
gli altri bersagli nel passato; nessuno conosce quale
sarà la loro traiettoria e quale il loro futuro
bersaglio.
Dopo aver distrutto qualsiasi cosa incontrata nel loro
processo devastatore, iniziò anche la perdita di ogni
memoria collettiva. Sul piano statistico e storico è impossibile ipotizzare
traiettorie corrette sul movimento delle meteoriti, né
possono essere studiate precauzioni di fronte ad un
evento distruttivo totale. La presenza della pioggia di
meteoriti è imponderabile ma costituisce proprio la
causa per cui ogni tanto (milioni o miliardi di anni) si
cancella una memoria e se ne stabilisce un'altra. La memoria, infatti, può essere paragonata alla scia di
un aereo a reazione. Quando la sua scia si dissolve non
rimane alcuna traccia. Questa scia di conoscenza
potrebbe idealmente essere allungata nei tempi attuali a
causa del progresso tecnologico conseguito. La scrittura
e quindi i libri e i computers, ma anche il nuovo
sviluppo olistico di tutte le scienze servono oggi a
preservare la memoria per un tempo ancora più lungo. Se
la vita sarà cancellata potrebbero rimanere inalterati i
suoi stessi segni, così come - ma in minor misura - sono
rimasti i segni ancora indecifrati delle precedenti
civiltà scomparse. Di tale passato in continuo divenire rimane soltanto una
breve e impercettibile memoria simbolica. Ad esempio
rimane oggi soltanto l'espressione "marziano": <<ecco il
marziano>>, <<arriva il marziano>>, <<è un marziano>>.
Come dire: una persona che arriva da lontano, una
persona che appare raramente o una che proviene da altre
civiltà. Se non fosse così, perché dire "marziano"? E
perché non dire "solare", o "gioviano", o "nettuniano",
eccetera? La verità è che l'ultima memoria di cui si ha
labile traccia consiste proprio nell'arrivo sulla Terra
da parte di esseri provenienti dal pianeta Marte.
Furono proprio da Marte che giunsero sulla Terra i primi
suoi abitatori dopo l'estinzione dei dinosauri. Ma i
nuovi abitatori della Terra non si adattarono a questo
diverso ambiente di vita. Al contrario, coloro che da
Marte si trasferirono in altri pianeti forse ebbero
maggiori fortune, ma sulla Terra fu appena possibile
riprodurre la vita. Forse vi giunsero una prima volta ma
l'operazione non riuscì del tutto perché vi si sviluppò
soltanto la vita animale. Questa è l'ipotesi per cui -
nel caso fossero stati essi stessi a trasferire sulla
Terra i dinosauri - i marziani tentarono una prima volta
il trasferimento sulla Terra. La tecnologia marziana ed
i progressi raggiunti non furono sufficientemente adatti
per riprodurre la vita umana con successo anche sul
nostro pianeta. Tuttavia, dopo altri tentativi durati
ancora migliaia di anni, la vita aderì sulla Terra e,
sia pure in modo precario, continuò.
Passarono ancora altri secoli e la vita sul nostro
pianeta si consolidò ma i ricordi di essere stati un
tempo abitatori di Marte furono cancellati dalla memoria
collettiva dell'uomo primordiale. Rimane però l'antica
espressione "essere marziano", coniata non si sa quando
e ancora di uso corrente. Nonostante la dissolvenza della memoria collettiva, oggi
appare chiaro che gli abitanti della Terra costituiscano
proprio il risultato del trasferimento in questo luogo
degli ex marziani, i quali un domani, molto
probabilmente, si trasferiranno in altri pianeti o
proprio ancora su Marte, nel frattempo
auto-bonificatasi, o comunque in altri luoghi che non
sia più la Terra. Potrebbe non essere il solito
cataclisma dovuto alle meteoriti impazzite che passano
ogni 65 milioni di anni portando tutto con sé, ma
potranno essere - questa volta - anche altri eventi
catastrofici che maturano lentamente e inevitabilmente
conducono alla distruzione. Non bisogna, infatti,
trascurare una catastrofe nucleare o una guerra totale
combattuta con armi nucleari. Anche allora la memoria,
dopo altri miliardi di anni, cancellerà il suo stesso
passato e nessuno più ricorderà di essere stato un
terrestre, così come nessuno oggi sulla Terra osa
affermare con cognizione e ragioni plausibili di avere
radici marziane, o ancora più lontani e origini. Ciònondimeno, la vita dei marziani - dopo essersi
radicata sulla Terra - fu il risultato di un successo
sfavillante degli scienziati provenienti da quel
pianeta. Una volta giunti sul nuovo pianeta fallirono
tante altre ipotesi di lavoro scientifico, tanti
esperimenti di adattamento crollarono nella pratica e
riuscì a sopravvivere soltanto un piccolo nucleo di
uomini forti, marziani superiori, più resistenti alle
difficoltà di ogni natura. Fu come resistere ad un
uragano disastroso. Chi vi riuscì rimase nudo,
primitivo, in lotta con se stesso, i suoi simili e le
difficoltà crescenti. Persero la memoria collettiva e
rimase soltanto il ricordo di essere giunti da altri
luoghi nei quali era diventato impossibile sopravvivere.
La civiltà marziana fu cancellata, la scienza annullata,
la conoscenza azzerata. Soltanto la memoria cinese e le
leggende parlano di <<dragoni volanti>>: furono queste
le astronavi dei marziani giunti per la prima volta
sulla Terra? A confermare tali ipotesi inquietanti sull’origine della
popolazione terrestre è proprio la Terra stessa che a
sua volta conserva una infinità di misteri, mai risolti
attraverso la conoscenza razionale. Come spiegare i
manufatti all'interno del cosiddetto triangolo delle
Bermude? A sud della Florida oggi vi e' tutto un Oceano,
ma cosa furono quei manufatti scoperti dagli archeologi,
se non possibili insediamenti costruiti da civiltà
primordiali di cui non si conosce la vera origine?
Potrebbero essere elencati numerosi altri esempi
riferiti al Giappone, al Sudamerica ed altri luoghi
ancora. Le stesse piramidi. Si parla anche di oggetti,
scoperti sulla Terra, costruiti con materiali che non
sembrano prodotti su questo pianeta. All'interno del pianeta Terra l'uomo crea e distrugge
civiltà. Due di queste furono i Maia e gli Incas.
Raggiunsero un livello di grandissimo splendore da
superare la nostra attuale civiltà. Infatti i Maia
scoprirono le possibilità delle manipolazioni genetiche
ben cinquemila anni fa, ma poi scomparvero lentamente.
In che modo sparirono i Maia e gli Incas? Sull’isola di
Pasqua una civiltà scomparsa risulta ancora
indecifrabile. In eventi più disastrosi potrebbe sparire
anche la vita su tutto il nostro attuale pianeta. La realtà concreta è che l'essere umano proviene da un
passato infinito ormai cancellato, per il quale la
memoria riesce solo a ricordarne un tratto piuttosto
breve; l'essere umano procede verso un futuro infinito.
L'uomo, per sua natura distruttore di ciò che crea, è
causa egli stesso del suo divenire: distrugge ma poi
ricostruisce.
In ultima analisi, tuttavia, l'uomo distrugge e va
oltre. Distrugge i pianeti e la vita possibile e ne
scopre nuovi da abitare. Magari, poi, vi ritorna con lo
scopo di ri-colonizzarli, così come accadde nel passato
sulla Terra e accade oggi mentre si ri-scopre Marte e si
cerca di ri-trovarvi forme nuove di vita possibile. E' necessario osservare la Terra e tutto l'universo
nella sua complessità e riflettere sul proprio continuo
divenire. Solo per chi non si pone in questa logica di
apertura mentale e psicologica, l'unico mondo abitato
appare - senza dubbio - la Terra. Invece è utile pensare
che il nostro pianeta sia un punto vivo al centro di una
linea immaginaria che proviene da un infinito sconfinato
- fatto di tanti pianeti abitati e poi distrutti e poi
riabitati - e va verso un infinito sconfinato, fatto di
altri pianeti che poi scoppieranno; chi riuscì (e chi
riuscirà) a salvarsi si trasferì (e si trasferirà) verso
altri mondi, oggi considerati fuori da ogni logica e
ragione. Solo per caso la Terra è oggi abitata e lo sarà ancora
per, relativamente, breve tempo. Quando arriverà la sua
"fine" sarà già stata stabilita altrove una vita adatta
alle nostre condizioni ed il trasferimento sarà lento,
soffice e indolore. In realtà tanti altri sono i mondi abitati, anch'essi in
continuo divenire. Non esiste ancora il pianeta ideale
dove una società armoniosa potrà installarsi. Infatti
non dipende unicamente dallo sviluppo di una
collettività l’ipotesi che la vita possa continuare per
sempre sullo stesso pianeta. Sebbene la società fosse
armoniosa, nel senso che la qualità della vita fosse
rispettata e nulla compiuto per distruggerla, qualsiasi
altro pianeta prima o poi finirebbe ugualmente di
esistere nella sua vivacità. Ciò sarebbe dovuto alla
crisi derivante dalla sovrappopolazione e quindi alla
carenza delle risorse.
Oggi sulla Terra si parla sempre più di manipolazioni
genetiche, di studi e di ostacoli morali. Nonostante
ciò, il lavoro di ricerca continua segretamente. Gli
errori nei laboratori di genetica e di biologia sono
sempre possibili e sempre più facilmente è possibile
liberare nell'aria elementi e prodotti pericolosi per la
stessa riproduzione umana. Non fosse proprio questo il
vero motivo che distruggerà la nostra civiltà?
Ma le cause di lacerazione del pianeta sono tante e
tutte sotto i nostri occhi. Lo smog, l’effetto serra, il
buco nell’ozono stanno mettendo a repentaglio
l’ecosistema. La carne è gonfiata dagli estrogeni e resa
immangiabile da altri fattori distruttivi, la frutta è
infestata dagli anticrittogamici, i formaggi contengono
i residui nucleari di Chernobyl, il vino è sofisticato,
l'acqua è inquinata da colibatteri, i dolci causano
prima la carie, il diabete e la morte dopo; il pesce
contiene sempre più mercurio, l'ambiente risulta nel suo
complesso sempre più deturpato. Diossina. Cibo
transgenico, insomma. Cibo manipolato. Piante
transgeniche. Ingegneria vegetale. Collasso, apocalisse!
La temperatura del nostro pianeta tende ad aumentare,
seppure lentamente: ai tempi dei dinosauri la
temperatura ambiente era mediamente di due gradi
centigradi inferiore a quella attuale e nel 2030 gli
scienziati prevedono che essa salirà ancora di circa 1,5
gradi centigradi. Ma sarà possibile continuare a vivere
sulla Terra perché verranno ancora risolti i problemi
causati da noi stessi. Magari, alcuni potranno ancora
puntare sull'orto di casa per vivere meglio e godersi la
vita. Eccezioni! Nonostante le crisi ambientali ed i vari allarmi dovuti
all'aumento della temperatura, all'effetto serra o al
rischio di una nuova era glaciale e nonostante l'altezza
del mare e gli tsunami, riusciremo ancora a superare le
difficoltà. A tutto questo comunque si opporrà un limite
invalicabile. Si tenta ancora di riparare, rimediare, correggere la
qualità della vita. Non a caso le varie associazioni che
nascono in difesa di questa o quella specie ritarderanno
la completa distruzione. Le associazioni ambientaliste
intendono salvaguardare l'ambiente ostacolando la
costruzione di strade e autostrade che comportano la
distruzione dell'equilibrio ambientale. Altri movimenti
sono contro le alte velocità, il traffico urbano e il
consumo eccessivo di energia. Gli animalisti invece sono
impegnati nella conservazione della natura denunciando
le specie minacciate di estinzione nel mondo. Di alcuni
animali si possono contare solo alcuni esemplari in una
zona del mondo e in un'altra vi sono più numerose
specie. Ad esempio, in Italia i cormorani sono quasi in
estinzione mentre nel Mar del nord causano danni a
pescatori in rivolta e contadini perché questi uccelli
catturano i pesci in grandi quantità e nelle reti non
rimane più nulla. In Sudamerica, invece, i cormorani
vivono in un ambiente ancora equilibrato e
auto-protetto. C'è chi è impegnato a salvaguardare le piante in
estinzione e a ricostruire quelle già morte.
Gli uomini sono impegnati a salvare la vivibilità nelle
città. Si discute su come fermare l'inquinamento
atmosferico nelle città, come ripulire l'aria, come
ridurre il traffico. Quali misure adottare. Si discute
di guerre nucleari e di accordi per ridurre il
proliferare delle armi micidiali. I laboratori militari
sono pronti per scatenare una guerra distruttrice
totale. I Laser sono cannoni in grado di sparare atomi
di idrogeno; gigantesche centrali computerizzate
costituiscono solo una panoramica dei micidiali
strumenti di morte già pronti. Se si pensa a quanti
eserciti sono già in possesso o in grado di costruire
una bomba atomica, il rischio di una vera catastrofe
aumenta. Tuttavia gli scudi spaziali o la ragione stessa
degli uomini sono in grado di controllare una
distruzione totale. Certo, non si è ancora alla fase conclusiva del ciclo
della vita e delle possibilità di sviluppo di tutte le
specie vegetali e animali. In alcune aree della Terra è
anche possibile vivere come nel passato. Si pensi alla
via della seta sulle tracce di Marco Polo. Alcuni
viaggiatori hanno spiegato che in quelle zone della Cina
la vita è rimasta intatta. Nella Siberia si presenta
l’identica situazione. Lo stesso dicasi per i territori
australi e altri ancora nell’intero pianeta. Ma nel lungo periodo il degrado delle specie e della
vita in genere sarà sempre più evidente. Le cause del
degrado, che poi è legato direttamente all'uomo,
distruggeranno civiltà su civiltà fin quando si giungerà
ad una linea di confine oltre alla quale non sarà più
possibile dar vita ad altre civiltà a causa del naturale
esaurirsi delle risorse possibili.
In realtà non corrisponde al vero la convinzione che, in
ultima analisi, la materia si trasforma e nulla si
distrugge. Questa teoria ormai è in crisi. Pian piano
tutto sarà distrutto e nulla più sarà possibile
recuperare per la vita. Il trasferimento dell'uomo su altri pianeti sarà
possibile lentamente quando gli scienziati ne saranno in
grado e tutto avverrà senza traumi. Da un lato aumenterà
l'insediamento umano sul nuovo mondo, dall'altro si
estinguerà lentamente la vita sulla Terra. E' possibile che ci si possa trasferire in più pianeti
così come fu possibile in passato. E' possibile che
altri numerosi pianeti nello spazio siano già abitati. E
possibile che possa verificarsi un incontro fra le
diverse civiltà planetarie.
Tutto questo sposta la discussione sulla "Creazione".
Non può esserci una formula scientifica o teoria che
spieghi questo evento. Non può esserci stata una grande
esplosione o <<big bang>> che possa del tutto spiegare
la Creazione di questo meraviglioso e misterioso
universo.
Anche la teoria di Charles Darwin che spiega unicamente
una evoluzione della vita sulla Terra cade
inesorabilmente. Qualcuno ha mai incontrato tracce di un
essere fra scimmia e uomo nel corso della evoluzione? La
teoria darwiniana sta solo nei disegni e nelle
elaborazioni del suo autore.
La scimmia non è il prodromo dell'uomo. Semmai essa è
una deformazione dell'uomo, avvenuta per errore nel
corso della fase di insediamento sulla Terra. Un gene
impazzito - un mostro genetico, insomma - ha provocato
errori genetici che hanno trasformato l'uomo in scimmia.
Darwin, morto improvvisamente nel 1882, non ipotizzò mai
la possibilità che altri mondi abitati fossero presenti
al di fuori del nostro pianeta. Né mai, pertanto,
Charles Darwin diede atto di una Creazione trascendente. Tutto l'universo è una Creazione immensa che può essere
stata compiuta solo da Dio. L'uomo sarà in grado di
scoprire il suo mondo navigando da un pianeta all'altro;
distruggendo i mondi che incontra da un pianeta
all'altro. Essendo plasmato dai ragionamenti
scientifici, l'uomo, tuttavia, non potrà comprendere la
Creazione di questo mondo misterioso se esclude la fede
e l'opera di una volontà suprema e irraggiungibile. Una prova della Creazione universale può essere
contenuta nel terzo segreto di Fatima. Non è coerente,
infatti, credere a ciò che è stato rivelato da Giovanni
Paolo II nel 2000. Il segreto così spiegato potrebbe
essere stato il frutto di una mediazione tra Chiesa e
scienza. Quel segreto avrebbe dovuto essere rivelato nel
1960, anno di inizio del Concilio Vaticano II. In quell'evento,
infatti, il mondo cattolico avrebbe dovuto essere
preparato alla possibilità che la vita sulla Terra fosse
in via di estinzione. Di fronte ad una notizia così
sconvolgente per il genere umano, Papa Giovanni XXXIII e
le autorità religiose dell'epoca non furono in grado di
affrontare la situazione e, tuttavia, considerarono
prematuro qualsiasi intervento ufficiale sullo scottante
problema. Il vero segreto di Fatima non sarebbe tale se non fosse
sconvolgente nel suo messaggio. Esso contiene un evento
così devastante per il genere umano, il quale dovrà
essere opportunamente preparato ed istruito.
Non si tratta della predizione sic et simpliciter della
fine del mondo perché, con questo evento, il mondo nella
sua accezione linguistica non correrà alcun rischio di
estinguersi improvvisamente. Il vero segreto di Fatima
suggerisce che nel mondo - in continua evoluzione - in
un futuro prossimo sarà necessaria una opportuna
trasformazione e adattamento degli uomini a situazioni
culturali di comprensione nuove ed inattese. Sarà un
evento che aprirà scenari modificati per la fede e per
la conoscenza scientifica.
Da un lato sarà necessario preparare un nuovo Concilio
per affrontare questo sconvolgente scenario e il Papa,
presente o futuro, dovrà giungere ad una importante
decisione. Forse Giovanni Paolo II non si sentì in grado
in quella fase di affrontare le fatiche di un nuovo
Concilio. Ma le pressioni per rivelare il segreto di
Fatima furono numerose ed ecco che fu scelta una
soluzione di compromesso politico con la scienza. E'
prevedibile infatti che la rivelazione di questo segreto
possa costituire un nuovo elemento di contrasto con la
comunità scientifica dopo gli anni oscuri all'epoca di
Galileo; d’altra parte, la scienza dovrà trovare gli
argomenti per legittimare l'origine soprannaturale
dell'Universo. Chiesa e scienza dovranno trovare il
mezzo per incontrarsi nuovamente sul fenomeno della
Creazione. Sarebbe utile, a questo punto, che la Chiesa
dedichi la sua attenzione ai fenomeni ufologici e al
mondo misterioso che li circonda, prima che il vero
messaggio di Fatima venga risolto. Sarebbe utile,
inoltre, che anche la scienza ufficiale si mostrasse
meno snob ed esaminasse in una visione originale e
olistica i casi e i racconti conosciuti come UFO,
Unidentified Flying Objects. Forse la Chiesa cattolica non è ancora convinta sul
contenuto rivelatore del messaggio mariano e procede
lentamente fino a quando sarà possibile intravedere uno
spiraglio scientifico che eviti un nuovo contrasto con
gli scienziati. Sarà, tuttavia, la rivincita della
Chiesa e della fede sulla scienza e sugli scienziati.
(Sebbene progettato negli anni precedenti, la stesura di
questo lavoro iniziò il 2 gennaio 1992. Il testo venne
rielaborato negli anni successivi. Anno di diffusione di
questo scritto in lingua italiana: 2001. Rivisto e
tradotto in lingua ungherese nell’anno 2006). Da questo racconto utopico / Manifesto dell’arte
utopica, deriva un’arte che, come mezzo concettuale per
esercitare la fantasia, potrebbe aiutare artisti,
scrittori, osservatori a costruire il proprio scenario
ideale di mondo possibile per vivere felici.
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